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Il popolo suizzero ha ampiamente accettato la prescrizione medica delle sostanze stupefacenti.

Tecnologia: Nuoce all’intelligenza più della cannabis

Secondo uno studio condotto dal dottor Glenn Wilson del King’s College di Londra, l’utilizzo compulsivo degli strumenti per la comunicazione in tempo reale causerebbe danni al Quoziente Intellettivo più vistosi di quelli prodotti dall’uso intensivo di cannabis. Citato anche da quotidiani del calibro di “The Guardian”, lo studio del dottor Glenn Wilson, psichiatra del King’s College di Londra, su un campione di 1.100 volontari, è stato commissionato da Hewlett Packard. La ricerca, che si è focalizzata sul rapporto con la comunicazione in tempo reale in ufficio - telefoni, sms, posta elettronica - ha prodotti risultati devastanti. Wilson non usa mezzi termini: il rapporto compulsivo che le “cavie” hanno sviluppato nei confronti dei tool citati avrebbe molti tratti in comune con la dipendenza dalle sostanze stupefacenti, in particolare dai derivati della canapa. Tra gli effetti collaterali dello “sballo elettronico”, una spossatezza simile a quella causata da una notte in bianco e un calo di 10 punti (in media) del Quoziente Intellettivo, più del doppio di quanto registrato presso i più intensivi aficionados della cannabis. Senza contare l’incidenza in negativo che l’ansia di rispondere al cellulare, ai messaggi istantanei e alla posta elettronica provoca sulle relazioni sociali.

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Articoli modificato venerdì 1 luglio 2005 17:33, Data di pubblicazione martedì 21 giugno 2005 09:25

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